Siciliacque attiva il telecontrollo di 250 infrastrutture idriche con un unico software
Analisi in tempo reale delle informazioni provenienti dagli impianti, riduzione dei tempi di risposta in caso di guasti, diminuzione delle manovre manuali: cos'è e come funziona lo Scada centralizzato, il progetto portato a termine dalla società del gruppo Italgas che permette di gestire da remoto attività ordinarie ed emergenze
18 Maggio 2026
3 min
Il percorso di digitalizzazione intrapreso da Siciliacque, società del gruppo Italgas, raggiunge un traguardo strategico: la partecipata che gestisce il servizio idrico di sovrambito ha completato l’implementazione dello Scada centralizzato, un software grazie al quale sarà possibile il controllo unificato e da remoto di circa 250 siti distribuiti su tutto il territorio regionale, fra dighe, pozzi, dissalatori, centrali idroelettriche e di sollevamento, potabilizzatori, bottini di riunione (le vasche che raccolgono le acque delle sorgenti), serbatoi e vari nodi idraulici. A questi potrebbero aggiungersi altri 218 siti, nei quali lo Scada è già stato predisposto.
Il progetto, nato con l’obiettivo di superare la frammentazione dei sistemi di telecontrollo presenti in azienda, cambia il paradigma di gestione delle infrastrutture complesse, permettendo a Siciliacque di intervenire con maggiore rapidità ed efficacia. In altre parole, sarà possibile migliorare la gestione sia delle attività ordinarie sia delle situazioni di criticità o emergenza connesse alla fornitura idrica.
Il sistema di automazione e controllo consente infatti di monitorare e gestire impianti e processi a distanza. Alla base vi sono dispositivi di campo, come sensori e attuatori, che rappresentano “gli occhi e le mani” del sistema: i sensori rilevano parametri fisici come temperatura, pressione e portata, mentre gli attuatori eseguono le azioni operative. I dati raccolti vengono elaborati da controllori locali, come i Plc (controllori a logica programmabile), e trasferiti al livello superiore ovvero allo Scada. I Plc, inoltre, possono operare direttamente in base alle logiche locali. Lo Scada permette quindi la visualizzazione e il controllo centralizzato: gli operatori possono così monitorare lo stato della rete idrica, inviare comandi, gestire allarmi e produrre report, il tutto attraverso reti di comunicazione che consentono il telecontrollo remoto in tempo reale.
“Ogni sito telecontrollato dispone di uno o più Plc che acquisiscono i segnali dal campo, gestiscono le logiche locali di processo, dialogano con lo Scada e permettono di eseguire i comandi operativi impartiti da remoto”, spiega Roberto Milazzo, responsabile dei sistemi di telecontrollo di Siciliacque. “La gestione centralizzata delle identità e dei profili di accesso – prosegue Milazzo – consente ai soli operatori autorizzati di accedere al sistema mediante credenziali di dominio, dalla rete aziendale o da remoto tramite Vpn (Virtual Private Network), sistema che protegge la connessione attraverso un tunnel crittografato. Anche la gestione dei privilegi, cioè delle abilitazioni all’invio dei comandi sull’intera infrastruttura o su specifiche aree operative, è monitorata costantemente, governata in modo unitario ed è valida per tutto il sistema. L’adozione di uno Scada centralizzato permette inoltre di ottimizzare licenze, aggiornamenti, manutenzione e costi software. Un ulteriore vantaggio è rappresentato dall’archivio storico unificato, che consente l’elaborazione di grafici e report”.
Sul piano della sicurezza, Siciliacque ha avviato il percorso di adeguamento al quadro normativo Nis 2, recepito in Italia con il decreto legislativo 4 settembre 2024, n. 138. Il nuovo quadro regolatorio rafforza l’attenzione sulla gestione del rischio cyber, sulla continuità dei servizi e sulla resilienza delle infrastrutture critiche e dei sistemi di automazione industriale, come gli ambienti Scada. “Quando si parla di cybersecurity non ci si riferisce più soltanto alla protezione dei sistemi informatici tradizionali, ma a un modello integrato che coinvolge l’intero ecosistema operativo fisico e logico”, afferma Riccardo Ventura, esperto di cybersicurezza. “In un contesto come quello di uno Scada centralizzato moderno – aggiunge – la cybersecurity significa garantire continuità, affidabilità e sicurezza operativa lungo tutta la catena del servizio. Questo comprende la protezione delle reti di comunicazione e dei sistemi di telecontrollo, la sicurezza degli impianti e delle infrastrutture fisiche, il monitoraggio continuo di eventi e anomalie, la gestione sicura degli accessi, dei dati, del personale e dei fornitori, il controllo dei rischi legati alla supply chain, la capacità di prevenire e contrastare attacchi e la possibilità di reagire rapidamente in caso di criticità operative o incidenti cyber”.
L’obiettivo, dunque, non è soltanto “difendersi dagli attacchi”, ma costruire una resilienza operativa complessiva, capace di individuare tempestivamente anomalie, ridurre i rischi e correggere rapidamente eventuali problemi, limitando gli impatti sulle attività operative, sulla continuità del servizio, sulla sicurezza delle persone, sulla tutela dell’ambiente, sull’affidabilità dei processi industriali e, più in generale, sulla capacità dell’organizzazione di garantire servizi essenziali in modo sicuro, continuo e sostenibile. Queste attività vengono ulteriormente facilitate dall’introduzione del Geo Scada di Schneider Electric.
“L’analisi in tempo reale delle informazioni provenienti dal campo, la riduzione dei tempi di risposta in caso di guasti e la diminuzione delle manovre manuali – sottolinea Maurizio Sorce, responsabile dell’area Ict, digitalizzazione e innovazione di Siciliacque – consentono non solo una maggiore efficienza operativa e una riduzione dei costi di gestione, ma anche un’evoluzione del modello decisionale aziendale verso logiche data-driven. La disponibilità di dati storicizzati, correlati e contestualizzati permette infatti di migliorare la pianificazione degli interventi, anticipare situazioni di criticità e supportare strategie di manutenzione predittiva. Allo stesso tempo, il sistema contribuisce a rafforzare la resilienza delle infrastrutture idriche e la capacità di adattamento operativo dell’organizzazione, un aspetto sempre più strategico in un contesto come quello siciliano, caratterizzato da crescenti fenomeni di stress idrico, variabilità climatica e necessità di tutela sostenibile della risorsa”.
Il completamento in tempi record dello Scada centralizzato si inserisce in una strategia più ampia di telegestione degli acquedotti, che comprende anche lo sviluppo di modelli di manutenzione predittiva, la rilevazione delle anomalie e l’integrazione con Dana, il sistema centralizzato di acquisizione dati di Italgas.





